PROTESI MAMMARIA 

L’aumento del seno è dato dal posizionamento di una protesi mammaria all’interno delle mammelle,  dietro la ghiandola o , più in profondità , dietro il muscolo pettorale.

Le protesi sono prodotte in forme e volumi differenti, per dare la possibilità al chirurgo di posizionare la protesi ideale per ogni seno. Per quanto riguarda materiali utilizzati soprattutto in Europa, questi sono fatti nella maggior parte dei casi in silicone come involucro e come contenuto  

Recentemente è salita alla ribalta mediatica la notizia che anche la mastoplastica additiva, con l’utilizzo di particolari protesi mammarie al silicone possa causare il tumore del seno.

Le protesi al silicone non possono causare il tumore del seno, Pare dimostrato che il tumore maligno della mammella abbia come bersaglio la ghiandola mammaria e si sviluppi cioè all’interno del seno. Ad oggi sappiamo bene e con certezza che le protesi al silicone non possono provocare questo tipo di tumore. Non esiste cioè nessun nesso di causa-effetto tra l’utilizzo di protesi al silicone ed il cancro del seno.

È però vero che alcune pazienti portatrici di protesi al silicone, a distanza di anni dall’intervento, possono sviluppare una rara forma di linfoma, definito linfoma anaplastico a grandi cellule (generalmente abbreviato in ALCL).

Questo linfoma si forma tipicamente all’interno di una raccolta di liquido che si sviluppa attorno alla protesi, il cosiddetto sieroma: un evento già di per sé molto raro, dovuto ad un processo infiammatorio che le protesi possono causare sui tessuti mammari circostanti. Questo sieroma non è altro che semplice liquido che si accumula all’interno del seno e che, nella stragrande maggioranza dei casi, é privo di ogni carattere di malignità. Tuttavia, come detto, in alcune rarissime circostanze questo fluido può contenere delle cellule tumorali linfomatose.

L’ALCL non può e non deve però essere considerato un tumore primitivo del seno, proprio perché non colpisce la ghiandola mammaria. Si tratta per lo più di una forma indolente di linfoma, con altissima percentuale di guarigione. Il trattamento dell’ALCL consiste , nella maggior parte dei casi, nella sola rimozione della protesi e della sua capsula, senza di rimuovere il seno né di effettuare altre terapie.

La diagnosi di questo linfoma non è generalmente difficile: Il sieroma è spesso la prima manifestazione , associato di solito a dolore mammario ,  seno duro e gonfio di liquido, che necessiterà di rivolgersi al proprio chirurgo.

La diagnosi esatta si ottiene con l’esame citologico del liquido capsulare mammario, estraibile con ago-puntura Questi farà prelevare ed analizzare il fluido, alla ricerca di cellule neoplastiche. Ecco che quindi un eventuale linfoma sarebbe preso in una fase molto precoce, con conseguente alte possibilità di completa guarigione.

 

 

Molte donne portatrici di protesi al seno si chiedono cosa è opportuno fare , se rimuovere subito le protesi o no.

Sia il Ministero della Salute che le due società scientifiche italiane di chirurgia estetica AICPE (associazione italiana di chirurgia plastica estetica) e SICPRE (società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) sono concordi nel non scatenare allarmismi. Le protesi non vanno tolte se non sono presenti sintomi ma vanno semplicemente monitorate e controllate nel tempo. Bisogna conoscere i campanelli d’allarme, quali gonfiore del seno, infiammazione, o presenza di un nodulo. Vanno cioè effettuate le normali visite ecografiche e mammografiche, affiancate da periodiche visite di controllo presso il chirurgo plastico (ogni 1-2 anni), per controllare lo stato delle protesi e della mammella.

È dunque estremamente utile sottolineare l’importanza di una corretta informazione sanitaria che, nel caso in questione, non può che partire dal vostro chirurgo plastico di fiducia.

L’intervento di mastoplastica additiva rimane comunque un intervento sicuro se effettuato e poi seguito e controllato da specialisti. Da qui l’importanza di rivolgersi sempre e solo a specialisti in chirurgia plastica e mai a sedicenti “medici estetici” che a fronte di prezzi molto più bassi possono mettere in serio pericolo la vostra salute.